La giunta ha deciso: "Il voto sulla decadenza di Berlusconi sarà palese"
Linda Lanzillotta, a margine dei lavori della Giunta del Regolamento chiamata a pronunciarsi sul voto segreto o palese in aula sulla decadenza di Silvio Berlusconi ha sciolto le riserve e ha deciso: "Mi sono espressa per il voto palese e il dispositivo della riunione che sta preparando il presidente Grasso credo che sarà nel senso dell'ipoptesi che ho formulato". La vice presidente del Senato, appartenente a Scelta civica, ha precisato che si tratta di un voto sullo status di parlamentare, "cioè se lo status di colui che ha riportato una condanna non vulneri l'integrità morale dell'assemblea", e non di un voto sulla persona. L'editoriale Forti col vinto - Merlo Preghiera di Giovanardi al suo Angelino decollato
11 AGO 20

Linda Lanzillotta, a margine dei lavori della Giunta del Regolamento chiamata a pronunciarsi sul voto segreto o palese in aula sulla decadenza di Silvio Berlusconi ha sciolto le riserve e ha deciso: "Mi sono espressa per il voto palese e il dispositivo della riunione che sta preparando il presidente Grasso credo che sarà nel senso dell'ipoptesi che ho formulato". La vice presidente del Senato, appartenente a Scelta civica, ha precisato che si tratta di un voto sullo status di parlamentare, "cioè se lo status di colui che ha riportato una condanna non vulneri l'integrità morale dell'assemblea", e non di un voto sulla persona. A questo punto in Giunta la bilancia pende nettamente a favore del voto palese, che raccoglie 7 voti contro i 6 fautori del voto segreto.
La decisione del Pd e di Scelta civica di rendere palese il voto sulla decadenza di Silvio Berlusconi da senatore avrebbe fatto infuriare l'ex presidente del Consiglio. Il Cavaliere, riferiscono fonti parlamentari del Pdl alle agenzie, avrebbe deciso di evitare di vedere a pranzo i ministri. L'appuntamento era in programma da giorni, con al centro il confronto sulla legge di stabilità. Ma la colazione di lavoro, confermata anche ieri da Berlusconi ad Alfano, non si terrà.
Commentando la richiesta d’intervento rivolta al governo da Silvio Berlusconi sulla questione della retroattività delle Legge Severino, il premier Enrico Letta, intervenuto ai microfoni di Radio anch’io, ha detto che “la risposta è contenuta nel voto di fiducia del 2 ottobre”, quando "il Parlamento mi ha dato la fiducia con un largo consenso. E in quella richiesta di fiducia il pilastro di quel discorso era l'Italia ha bisogno di ripresa, ha bisogno di un governo e bisogna che ci sia separazione tra singole vicende giudiziarie e l'azione del governo. Punto".
Per il Presidente dei senatori del Pdl, Renato Schifani, quella di oggi è “una pagina buia per le regole parlamentari”. “La Giunta del Regolamento, a maggioranza e con un voto deliberatamente politico – prosegue Schifani -, ha violato le regole in maniera surrettizia, con grave responsabilità dello stesso presidente del Senato, per consentire al Pd e ad altre forze di imporre ai loro senatori un voto contro il leader del centrodestra”. “Si fa molto peggio che cambiare il Regolamento, lo si interpreta a uso e consumo del Pd per colpire con assoluta certezza Silvio Berlusconi. La giornata di oggi – conclude Schifani – non potrà non avere conseguenze. Daremo risposte concrete con il massimo della determinazione”.
Per il Presidente dei senatori del Pdl, Renato Schifani, quella di oggi è “una pagina buia per le regole parlamentari”. “La Giunta del Regolamento, a maggioranza e con un voto deliberatamente politico – prosegue Schifani -, ha violato le regole in maniera surrettizia, con grave responsabilità dello stesso presidente del Senato, per consentire al Pd e ad altre forze di imporre ai loro senatori un voto contro il leader del centrodestra”. “Si fa molto peggio che cambiare il Regolamento, lo si interpreta a uso e consumo del Pd per colpire con assoluta certezza Silvio Berlusconi. La giornata di oggi – conclude Schifani – non potrà non avere conseguenze. Daremo risposte concrete con il massimo della determinazione”.
Un invito ad abbassare i toni arriva da parte del segretario del Pd, Guglielmo Epifani, che chiede “rispetto e comprensione per la scelta della giunta” invitando a porre fine a “polemiche che vanno ogni oltre limite”. Per Epifani “la legge Severino è una legge perfettamente costituzionale che va applicata, così come è avvenuto nei trentasette casi precedenti. Si abbassino i toni quindi e si ricordi che la giustizia deve essere uguale per tutti”.
In serata è arrivato anche il commento del vice premier e Ministro dell'Interno, Angelino Alfano, secondo cui "La decisione di Scelta civica e del Pd di sostenere il voto palese insieme al Movimento 5 stelle e' la violazione del principio di civilta' che regola, da decenni, il voto sulle singole persone e i loro diritti soggettivi. E ora, innanzitutto in sede parlamentare, li' dove si e' consumato questo sopruso, sara' battaglia per ripristinare il diritto alla democrazia".
L'editoriale Forti col vinto - Merlo Preghiera di Giovanardi al suo Angelino decollato